Pollo tikka masala e paratha (di Jamie Oliver)

Piatti unici | 7 giugno 2016 | By

Pollo Tikka Masala
Ogni volta che in cucina arrivano aromi orientali io ripenso al viaggio in Sri Lanka, alle spezie, ai paesaggi, alle tonnellate di curry iperpiccante di cui non potevo fare a meno, alle colline illuminate dalle verdi foglie di the, alla pioggia nelle piantagioni di ananas rosso e curcuma, al pesce lasciato essiccare in spiaggia…
Ho tantissimi bei ricordi, e quando ho visto questo pollo così invitante sul blog di Chiara per lo scambio ricette delle Bloggalline ho subito segnato la ricetta perché amo quei piatti unici pieni di gusto che fanno viaggiare ad occhi chiusi.

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Biscotti lecca-lecca al riso e miele

Dolci | 5 maggio 2016 | By

Biscotti Lecca Lecca
Tra alti e bassi, tra sorrisi e lacrime, tra bagliori e nuvole grigie, ritorno su queste pagine che tanto mi sanno regalare.
Ed allora per farvi amare questo spazio insieme a me oggi vi propongo dei biscottini da servire in maniera diversa, realizzati con una frolla classica aromatizzata all’arancia ripiena di risolatte al miele.
Non sono dei biscotti qualsiasi, intanto per la forma (ossia grazie ad un semplice bastoncino da cake pops diventano dei lecca-lecca perfetti per una festa all’aperto) e poi per gli ingredienti. Infatti lo store online UFUUD (con i loro ingredienti ho realizzato anche quest’altra ricetta) mi ha spedito tantissimi prodotti di alta qualità, e tra quelli che ho ricevuto ho voluto uscire dai classici schemi del risotto facendo con il pregiato riso Acquerello ed il miele Thun Venezia il ripieno morbido per i biscotti.

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Risotto zucca e mela

Risotto alla zucca e mela
A volte ritornano.
No, non sto parlando delle foto brutte, spero che sia solo un post passeggero, ma pur di postare questa ricetta per il The Recipetionist di questo mese ho fatto le foto la sera.
Eh si, sacrilegio, lo so, spero mi perdonerete 😉

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Pomodori ripieni di riso

Green food | 25 maggio 2015 | By

pomodori ripieni, riso, originario, spezie, senza forno, cottura in pentola, tradizione
Non amo le ricette fatte di corsa.
Non amo i piatti che non vogliono farsi fotografare, timidi, impacciati e un po’ bruttini.
Ma amo i piatti buoni, quelli che sanno di casa, di ricordi, di tradizione e di esperienza, con una punta di rivisitazione casalinga (dovuta giustamente alla perplessità di usare il forno quando le temperature esterne sono già bollenti di loro -cosa che non ho mai potuto provare qui in montagna-) che rende il tutto magicamente perfetto.
Questi pomodori di Giulietta mi hanno particolarmente colpita, sia per il metodo di cottura sia per il ripieno e la sua evoluzione, senza che il riso necessiti di una prima cottura, riuscendo meravigliosamente buoni, morbidi, saporiti e profumati.

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Riso al forno con cavolo nero e gorgonzola

 
Ormai si sa, non sono una gran amante del riso.
Ma, pian piano, sto cercando di prepararlo ed apprezzarlo, così oggi vi mostro un metodo per poter avere un risotto senza preoccuparvi di controllarlo, seguirlo e coccolarlo.
E’ uno dei trucchetti che insegna Donna Hay nel suo Piccola guida per grandi cuochi, di cui vi ho parlato QUI.

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Riso alle pere e chiodi di garofano (e il GFFD)

Riso alle pere e garofano
Le mie manie compulsive vanno a periodi.
Delle settimane sono fissata con i barattoli da marmellata, etichette e stoffine.
Altre con i libri di cucina (un paio di mesi fa sono riuscita a comprarne 5 in poche settimane, e devo ancora finire di scorrerli tutti!).
Altre ancora con articoli da cartoleria (soprattutto matite e blocchetti: ho l’ufficio stracolmo!).
Poi è cominciato il momento ‘riviste di cucina‘, solo che quello credo sarà difficile da concludere.
Ormai mensilmente ho 3/4 appuntamenti fissi, più varie ed eventuali.

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Tris di sushi (a modo mio) per l’MTC

 
Ritorna dopo due mesi di stop, l’appuntamento mensile con l’MT Challenge, e ritorna con non una ricetta, bensì un ingrediente.
No tranquilli, non è così semplice la faccenda; del resto, perché mai l’MTC dovrebbe esserlo?
Anche questo mese nuove esperienze, tantissime nozioni nuove, molti approfondimenti e rubriche che ci portano nel mondo del riso. (trovate alcuni post molto interessanti qui e qui, ed uno pubblicato su Taste&More dalla mitica Stefania Olivieri QUI ).
Si, il riso.
Chi mi conosce sa che non andiamo molto d’accordo; non è che litighiamo eh, cerchiamo più che altro di non infastidirci a vicenda. Insomma, capirete che ero piuttosto allarmata.
Poi l’orgoglio e la determinazione si sono svegliati, assieme, belli pimpanti ed hanno deciso di fare squadra.
Incredibile.
Ebbene la sfida, proposta dalla bravissima Annalena di Acquaviva Scorre, verte non solo su di lui, ma su tre ben definiti metodi di cottura, che ha elencato e descritto alla perfezione QUI (dove trovate tre ricette con i diversi metodi: un genio!):
-cottura per assorbimento;
-cottura al latte;
-cottura pilaf (o pilav).
 
Ci ho ragionato molto, forse troppo, ma volevo realizzare questa sfida con il mio nemico-riso al meglio, per capirlo, scoprirlo ed amarlo come merita . All’inizio pensavo di fare un piatto della tradizione (il riso qui in Cadore-Ampezzo si usava davvero poco), ma ho deciso di discostarmi dalla mia solita tendenza a reinterpretare ricette del luogo. Sono poi corsa ai cassetti della memoria ed ho ripescato il riso al latte che mi faceva sempre mia sorella da piccola, ma non volevo cercare artifici per renderlo appetibile e particolare, perché io voglio ricordarmelo così, il suo, pieno di semplicità e ricordi.
Quindi, che fare?
Amo la cucina orientale, la propongo pochissimo sul blog perché non mi ritengo esperta, mi abbuffo di cibo giapponese da anni, parlo pochissimo di ricette di pesce…in più parlo poco pure del riso… Ok, vada per la cottura per assorbimento.
Con il sushi.
In tre varianti.
Due di pesce (easy) ed una ‘italianizzata’ (fresh).
Dopo questa lunga premessa in cui vi sarete assopiti, termino e corro a mostrarvi le tre preparazioni.
 
 
Piccola premessa (e voi direte ‘Ancora?? Ma bastaaa!! e io dico, ‘Se siete già stufi qui preparatevi al post più lungo della vostra vita!’…): io ho sempre usato il ‘Riso per Sushi’ sperando di avvicinarmi al classico orientale, ma, come mi insegna Annalena, il Riso Tondo Comune -Balilla, Originario etc- (a chicco tondo, con un alto grado di assorbimento ed una cottura di 12-13 minuti, leggermente colloso) oltre ad essere ottimo per minestre, crocchette, è perfetto per questa ricetta orientale ed ho seguito alla lettera le sue indicazioni per la preparazione. Per il resto, spero che nessun esperto si offenda: ci ho provato ed il risultato mi è piaciuto moltissimo!
 
 
Tris di sushi (a modo mio): Uramaki al tonno marinato e mela verde – Temaki al pesce bianco, avocado e tartara – Sushi pressato all’italiana
 
Ingredienti: (4 persone, non troppo affamate):
 
-300 g riso Balilla;
-2 cucchiai aceto di mele;
-1 cucchiaino zucchero;
-1/4 cucchiaino sale;
 
URAMAKI (circa 14 pz):
-100 g tonno abbattuto;
-5 cucchiai salsa di soia;
-1 cucchiaio raso di miele;
-punta di un cucchiaino di zenzero in polvere;
-2 fogli alga Nori essiccata;
-circa metà del riso preparato;
-1/2 mela verde;
-pasta wasaby;
-sesamo bianco e nero;
 
TEMAKI (4 pz):
-100 g filetto di merluzzo;
-sale aromatizzato al limone&lime (fatto in casa: sale+buccia lime e limone essiccata in forno);
-pepe Sichuan;
-1/2 avocado maturo;
-2 cucchiai maionese;
-1 cetriolino sott’aceto;
-6 capperi;
-2 fette di cipolla bianca (se faticate a digerirla come me, sbollentatela 2 minuti in acqua bollente prima di tritarla ed unirla alla salsa);
-1/2 cucchiaino prezzemolo tritato;
-circa 2/3 del riso preparato rimasto;
-2 fogli alga Nori essiccata;
 
SUSHI PRESSATO (4 pz):
-1 peperone rosso piccolo (ve ne avanzeranno dei filetti);
-4 fette sottili mozzarella;
-4 pomodori essicati sott’olio;
-basilico (io avevo quello greco, se avete quello classico è meglio: usatene 4 foglie di circa 2×3 cm);
-riso preparato rimasto.
 
Prima di partire dotatevi di:
-stuoia in bambù apposita per sushi;
-ciotolina d’acqua per inumidire le mani;
-pellicola alimentare;
-coltelli di varie misure;
-accessorio rice cube square sushi maker (è comodissimo per il riso pressato monoporzione o l’accessorio per l’oshizushi, altrimenti usate una piccola teglia quadrata o uno stampo da 6×6 foderata di pellicola sul fondo);
 
-pazienza!
 
 
Preparazione:
 
Iniziate con la marinatura del tonno.
In una ciotola unite la salsa di soia, il miele fluido e lo zenzero, e mescolate bene.
Tagliate il tonno a fette di circa 6-7 mm, versate due cucchiai di marinata sul fondo di un contenitore richiudibile che contenga il tonno bene senza essere troppo grande, disponete le fette di tonno e irrorate con il resto del composto. Muovete delicatamente il contenitore per distribuire la marinata, quindi mettete in frigorifero per circa 1 ora.
 
Per la cottura del riso incollo la descrizione di Annalena, perfetta!Versare il riso in una ciotola capace, coprire con circa il doppio di acqua fredda e “sprimacciarlo” tra le dita e roteandolo nell’acqua e massaggiandolo per circa un minuto, fino a che l’acqua risulta praticamente bianca. Versare in un colino, sciacquare sotto un getto gentile di acqua corrente, rimettere il riso nella ciotola lavata e ripetere lo stesso procedimento per altre tre o quattro volte, fino a che l’acqua è chiara.
Versare di nuovo il riso sciacquato nella ciotola lavata, riempire con abbondante acqua, che dovrebbe a questo punto rimanere limpida, e lasciar riposare il riso a mollo 40 minuti. 
Scolare e sciacquare di nuovo bene il riso, versarlo in una pentola di acciaio dal fondo spesso (oppure in un tegame di terracotta smaltata giapponese) proporzionata alla quantità di riso. Unire eventuali aromi (ci andrebbe un quadratino da 5 cm di alga combu in cottura, ma io non l’ho trovato: se lo usate toglietelo prima di condire il riso cotto), e coprire con liquido a temperatura ambiente in pari volume o poco più (1 tazza di riso per 1 tazza di liquido più 1 cucchiaio) che superi il riso di circa 2 cm. Mettere la pentola sul fuoco e portare a leggero bollore. Quando l’acqua bolle coprire la pentola con un coperchio pesante, meglio se avvolto in un panno in modo che il tegame sia quasi sigillato ed il telo assorba le gocce di vapore ed eviti che ricadano sul riso dal coperchio), abbassare la fiamma e lasciar cuocere senza mai aprire per 10 minuti.
Spegnere e, sempre senza aprire, lasciar riposare per altri 10 minuti. Quando si scoperchia il riso deve risultare morbido e lucido: forma grandi fiocchi e va raccolto delicatamente con le bacchette o da sotto con uno shamoji (spatola di legno) bagnato perché non diventi colloso (io ho usato una spatola semirigida in plastica inumidita di frequente).
 
Mettete il riso in una teglia larga e capiente e conditelo con il sale e lo zucchero; mescolate delicatamente in modo che si sciolgano, quindi unite l’aceto di mele e mescolate finché non si raffredda. Viste le temperature della sera della preparazione io ho effettuato queste manovre sul davanzale: è importante far raffreddare molto velocemente il riso, in modo da lucidarlo e non farlo diventare troppo colloso, quindi potete agevolarvi con un ventaglio o l’aria fredda di un phon.
Tenetelo coperto con un canovaccio umido in modo che non si secchi (io l’ho riposto in una ciotola sul piano di lavoro, coperta).
 
 
URAMAKI
Prelevate il tonno marinato dal frigorifero, scolatelo e tagliatelo a strisce in modo da ottenere dei parallelelepipedi lunghi tot. con lato di circa 7×7 mm.
Lavate bene la mela, asciugatela e tenetene solo metà; rimuovete l’anima e tagliatela prima a fette di circa 7mm e poi anche questa in parallelepipedi.
Prendete la stuoia di bambù, poggiatevi sopra un foglio di alga Nori con la parte lucida verso il basso e, con le mani ben inumidite (nella ciotolina d’acqua che avrete sempre vicino e userete ad ogni ‘presa’ di riso)  distribuitevi sopra metà del riso a disposizione per gli Uramaki (cioè metà della metà, cioè 1/4 del riso totale: Matematica, la so!) pressando bene senza esagerare. Appoggiatevi sopra un foglio quadrato più abbondante dell’alga di pellicola, quindi capovolgete alga e riso, poggiando la pellicola sul bambù (quindi lavorerete direttamente sull’alga ora). Disponete a circa 1,5 cm dal bordo una striscia doppia di tonno e sopra una doppia di mela, quindi -se vi piace- spalmate quest’ultima con pasta wasaby a piacere. Aiutandovi con la stuoia iniziate ad arrotolare il roll, comprattando bene ad ogni mezzo giro e rimuovendo la pellicola pian piano, ad ogni piegatura, in modo che rimanga esternamente, ma non entri nel rotolo, compattate bene in chiusura, avvolgete con la pellicola e mettete a riposare in frigorifero. Eseguite la stessa operazione per il secondo roll.
 
TEMAKI
Unite nel bicchiere del mixer ad immersione la maionese, il cetriolino a pezzi, i capperi e la cipolla, frullate a fondo, unite il prezzemolo e mescolate. Tenete da parte.
Ungete una padellina con l’olio e, quando è calda, cuocetevi il merluzzo, su ogni lato, e condite bene con il sale aromatizzato ed il pepe pestato. Fate intiepidire.
Pulite l’avocado, tenetene solo metà e tagliatela a fette, quindi ogni fetta a parallelepipedo (di circa 1 cm). Se non mangiate subito, passatelo con una fettina di limone in modo da rallentarne l’ossidazione.
Prendete i due fogli di alga e divideteli a metà.
Prendete 1 delle 4 strisce, con il lato lungo come base e occupate con uno strato sottile di riso ben pressato (volete sapere quanto, siete sicuri? Allora: 1/4 dei 2/3 della metà del riso totale. Facile no?) un quadrato sulla sinistra dell’alga.  Disponete in diagonale in modo che sporga dall’angolo in alto a sinistra 1/4 di avocado, un cucchiaino di salsa tartara e 1/4 del pesce bianco. Partite dall’angolo in basso a sinistra dell’alga e piegatelo verso destra, continuando poi ad arrotolare in modo da ottenere un cono con pesce e avocado che spuntano, inumidendo leggermente l’angolo di chiusura in modo che aderisca perfettamente. Eseguite la stessa operazione per le altre 3 strisce di alga Nori.
 
SUSHI PRESSATO
Lavate il peperone e mettetelo sotto il grill del forno, girandolo ogni tanto, in modo che si abbrustolisca. Toglietelo dal forno e mettetelo in un sacchetto di plastica che chiuderete ermeticamente. Lasciatelo intiepidire.
Intanto tagliate a quadrati di circa 3×3 cm le 4 fettine mozzarella e rifilate i bordi più coriacei dei pomodori essiccati ben scolati. Lavate e tamponate il basilico.
Togliete il peperone dal sacchetto e pelatelo, quindi tagliatelo a listarelle e poi a quadrati di circa 3 cm di lato.
Usando l’apposito attrezzo pressate il riso per sushi in modo da ottenere 4 cubi da circa 3 cm.
Disponetevi sopra 1 quadrato x di pomodoro essiccato, mozzarella, basilico e peperone. Schiacciate delicatamente e tenete da parte.
Se non avete l’apposito attrezzo per i cubi di riso, prendete un piccolo stampo quadrato da 6×6 (se è cavo poggiatevi su una base piatta e capovolgibile), foderatene base e lati interni con la pellicola facendola sporgere. Disponete uno strato di peperoni, poi uno di basilico, uno di mozzarella ed uno di pomodori secchi, quindi mettete tutto il riso rimasto (no dai qui il conteggio non ve lo faccio ;D ) e pressate bene senza esagerare, compattando il tutto. Lasciate riposare qualche istante, quindi capovolgete e con un coltello umido ed affilato taglaite in 4 cubi.
 
Prelevate i roll dal frigorifero, inumidite un coltello affilato e tagliate ogni roll in circa 7 Uramaki (rimuovendo eventualmente qualche mm dai bordi se non sono omogenei prima di affettare) e disponeteli su un piatto.
Prendete i Temaki, irrorateli con un cucchiaino di tartara e disponeteli appoggiati su un lato o su un supporto verticale. Infine unite il Sushi pressato e servite, accompagnando con salsa di soia, wasaby e, se vi piace (non è il mio caso), dello zenzero marinato, usato tra una portata e l’altra per pulire la bocca e prepararla a nuovi sapori.

 

Risotto ai finferli, radicchio e stracchino

 
Quanto odio per i risotti.
Eppure, pian piano, ne sto pubblicando più d’uno sul blog, soprattutto grazie al 100% Gluten Free (fri)day di GlutenFree Travel&Living .
Il riso, come si sa, è una pianta la cui infiorescenza è senza glutine, che si può usare nelle più svariate maniere.
Tra l’altro, questo mese come sfida all’MTC c’è il tema del riso, con tutte le sue declinazioni, quindi devo proprio cambiare idea (studiare approfonditamente) e iniziare ad apprezzarlo sul serio. 

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Risotto ai mirtilli e speck

 
Lo so, sono una scellerata a pubblicare un piatto così caldo, intenso di colori e profumi in estate, ed oggi lo penso io stessa, ma qui fino a 3/4 giorni fa (giusto in tempo per diluviare anche al mio compleanno ovviamente!) era autunno inoltrato, con tanto di stube accesa e cime dei monti innevate!
Ebbene il piatto di oggi è un risotto, uno dei tanto (pochi) che riesco a mangiare, del resto lo dico e lo ripeto, a me i primi classici non piacciono, ma quelli particolari mi fanno impazzire.

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Risotto alle fragole ed asparagi

In principio c’erano solo le fragole, poi l’amore incondizionato per gli asparagi mi ha spinto ad osare abbinandoli in questo risotto che tutt’altro è che banale. 
Eh si, i risotti banali, che odio. 
Si, odio puro. 
Presentatemi un risotto allo zafferano, o ancor peggio alle zucchine (magari nemmeno piccole, ma quelle grandi e acquose) e potrei scatenare l’inferno.
Se c’è un piatto che mangio davvero a fatica è questo; in generale non vado matta per i primi, però ravioli ripieni, lasagne e crespelle- insomma quei bei piatti infarciti di gusto- mi piacciono, mentre il risotto dev’essere proprio particolare, stupirmi con abbinamenti azzardati, con colori e profumi (si queste foto non rendono per niente lo so…), come lo è questo.
Provatelo e fatemi sapere, per me è davvero una chicca di gusto!

 

 
Con questa ricetta partecipo all’appuntamento settimanale Gluten Free, il 100% Gluten Free (fri)day di GlutenFree Travel&Living  ricordandovi sempre di controllare gli ingredienti, che siano tutti certificati senza glutine.
 

RISOTTO ALLE FRAGOLE E ASPARAGI

Ingredienti (2 persone):

-6 asparagi verdi;
-10 fragole;
-1/2 bicchiere vino bianco;
-1/2 cipolla rossa;
-200 g riso per risotti;
-400 ml brodo vegetale;
-olio;
-1 noce di burro;
-parmigiano grattugiato;

 

Lavate e spellate gli asparagi, quindi tagliateli a pezzetti di circa 2 cm, tenendo da parte le punte.
Lavate le fragole e tagliatele in quarti, versateci sopra il vino e fatele riposare una quindicina di minuti, filtrate e tenete da parte sia vino che fragole.
Mettete a scaldare il brodo vegetale.

In una pentola fate soffriggere la cipolla rossa con l’olio, aggiungete il riso, fatelo tostare e sfumatelo col vino alle fragole, quindi unite i gambi degli asparagi, metà del brodo e fate cuocere a fiamma bassa mescolando
spesso.
Dopo circa 10 minuti unite le fragole, le punte degli asparagi ed il brodo restante,
continuando a mescolare fino a cottura ultimata (circa altri 10 minuti).
Spegnete il gas, mantecate con il burro e parmigiano, date un’ultima mescolata e servite.
 

 

 
 
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