Pane al malto

Autunno, Basi, Lievitati | 14 settembre 2015 | By

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Rientro dalle ferie in una giornata grigia e con tante frane scese, ma per fortuna senza danni a case o persone.
Rientro con questa pagnotta al malto che ho preparato ormai tre settimane fa: buona, profumatissima e con una crosta croccante, grazie alla cottura in pentola.
Come molti sapranno il mio forno è vecchiotto e funziona molto male, infatti di solito nella trascrizione delle ricette devo sempre aggiustare temperature e tempistiche, e la cottura in padella di ghisa (che ormai uso fin da QUESTO pane) mi aiuta ad ottenere pagnotte alte e croccanti senza impazzire.

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Filoncini morbidi al latticello e noci (e miele)

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L’aria profuma di pioggia.
Sbalzi termici, sbalzi d’umore, sbalzi di strutture pericolanti che s’innestano nella vita.
Come le altalene che idealmente viaggiano in un moto perpetuo accarezzandoci l’anima e cullandoci in attimi pieni di sogni, di felicità, di incalcolabile bellezza.
Bellezza rude, soffice, leggiadra e unica, che entra nelle giornate e le rende migliori, serene.
Perché è in questa confusione che trovo la via: realizzare sogni, cercare la felicità, raggiungere la serenità.
In attesa che tutto ciò avvenga sforno profumi, colori e consistenze.

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Trecce brioche salate di Pasqua

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Non amo le ricorrenze. Mi rendono particolarmente noiosa, perché le cose imposte non le ho mai digerite.
I giorni di festa che capitano per caso io li adoro, soprattutto quando i problemi sono all’ordine del giorno e magari, finalmente, arriva una buona notizia.
La prossima settimana è Pasqua. Ed io sono felice, anzi felicissima, perché è una di quelle feste che io e mio marito abbiamo tenuto ‘per noi’.
Niente pranzi da altri con l’agnello che mi fa sentire male solo alla prima rampa di scale, niente sorrisi obbligati, niente chiacchiere inutili. Solo io e lui e null’altro.
Non so ancora cosa faremo visto il periodo buio, magari preparerò qualcosa di semplice, poi una passeggiata tra le chiazze nevose che pian piano spariscono e ci crogioleremo sotto i raggi del sole in un prato sperduto.
Ecco, questa per me è la festività perfetta. Nostra.

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Grissini con scarti di lievito madre e 5 anni di blog

Lievitati | 12 maggio 2014 | By

Tanti auguri a noi!
Oggi, esattamente 5 anni fa, è nato questo blog.
Inizialmente non sapeva che strada prendere, bighellonava tra un argomento e l’altro, finché ha deciso di stabilizzarsi sulla cucina, senza pretese né aspettative, solo un diario di viaggio e sicuramente di crescita per una passione a cui dedico gran parte del mio tempo libero.
Adoro cucinare, soprattutto sperimentare e scoprire nuovi abbinamenti o piatti, magari provando a rifare pietanze che ho assaggiato durante le vacanze, o al ristorante preferito.

Credo che la cucina sia un mondo straordinario, ma per niente facile, e non è sicuramente pretesa mia potermi chiamare ‘foodblogger’, ancor meno cuoca.
Ci sono regole base da imparare, tecniche da padroneggiare, sensi da allenare, e, per quel che mi riguarda, ogni volta che faccio un piatto poi ci sarebbe sempre qualcosina da poter migliorare. Non sono mai soddisfatta, aspiro sempre a qualcosa di meglio: a volte è positivo il non adeguarsi, ma a volte bisogna anche sapersi accontentare. E’ una questione di equilibrio.
Al momento questo equilibrio funziona, pian piano (mooolto piano) migliorano le foto, variano gli ingredienti, si sperimentano cucine per intolleranti… insomma crescere, ma col sorriso, sapendo che qui è solo un piccolo mondo; ce ne sono altri migliaia di simili o migliori, l’importante è essere originali ed onesti, nel citare un libro o altri blog che ci hanno ispirato, senza paura.

Lunga premessa, per una ricetta che ricetta non è.
E’ un idea di riciclo degli scarti pre-rinfresco del lievito madre (il mio si chiama Paoletto ed è vispo, ma non ancora pronto per affacciarsi a lievitati seri: al momento mangia, cresce e sonnecchia nel frigorifero), ossia quella parte esterna che viene eliminata per avere un prodotto il più possibile attivo.
In internet si trovano molte ricette, io le ho viste successivamente al mio tentativo, che è prorpio base base, ma mi piace proprio per quello.

Grissini con scarti di lievito madre

Ingredienti

-150 gr scarti di lievito madre (idratato al 55%);
-80 ml acqua tiepida + 1 cucchiaio;
-165 gr farina 0;
-5 gr (1 cucchiaino) di sale fino

-eventualmente farina di semola q.b.

Spezzettate il lievito in una ciotola, unitevi l’acqua e fatelo sciogliere completamente strizzandolo con le mani oppure con la foglia in planetaria a velocità medio bassa.
Quando avrete una pastella omogenea unitevi la farina setacciata e impastate (a mano o con la planetaria) qualche minuto.
Sciogliete il sale col cucchiaio d’acqua ed unitelo alla massa, quindi continuate ad impastare finché non avrete una bella palla liscia, morbida ed omogenea.
appoggiate su una spianatoia e coprite con la ciotola. Fate riposare circa 1 ora e mezza.
Riprendete quindi l’impasto, con una spatola in acciaio tagliatene dei piccoli pezzettini, a piacere, e stendeteli arrotolandoli sulla spianatoia, facendo dei cilindretti di circa 1 cm d diametro, anche meno.
Se dovessero attaccarsi sul piano di lavoro spolverate con la farina di semola.
Stendeteli su una teglia da forno ben oliata, fateli leggermente rotolare in modo che si ungano e coprite con un panno o con pellicola.
Lasciateli riposare circa un’ora.
Intanto accendete il forno a 180 gradi, infornateli per circa 10 minuti (se li volete aromatizzare con spezie macinate, semi di sesamo o papavero, o altro, spolverateli prima di infornare, cercando di togliere i residui dalla teglia per non farli bruciare), poi abbassate la temperatura a 150° e lasciateli li per altri 10 minuti.
Spegnete e fate riposare 5 minuti, quindi prelevateli dal forno, fate raffreddare e gustateli!

PS: ho ospiti a cena, ma non avevo tempo di fare tutto il procedimento, così ho fatto l’impasto ed il primo riposo, poi ho messo l’impasto appallottolato in frigorifero in un contenitore ermetico. Stasera torno dal lavoro, prelevo l’impasto, lo faccio riposare a temperatura ambiente, poi li formo sulla teglia, mezz’oretta di riposo (meno tempo visto lo stazionamento in frigo e poi per tornare in temperatura),  e inforno. Pronti per i commensali!

Panbrioche al cioccolato

Dolci, Lievitati | 7 febbraio 2014 | By

Qualche settimana fa avevo parlato qui sul blog del metodo NoKneading, ossia quel sistema che permette di creare impasti in maniera veloce, conservarli in frigo e lavorarli quando si ha tempo per ottenere sempre un pane fresco e fragrante (detto in parole mooolto povere).
Ebbene, sfogliando il libro da cui ho appreso questa tecnica (Five Minutes Bread)ho trovato anche altri tipi di ricette, sempre lievitati, come per esempio il panbrioche di oggi.

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Pane alle rose

Basi, Estate, Lievitati | 24 gennaio 2014 | By

Diversi mesi fa ho preso un libro, “Five Minutes Bread” e, nonostante non sia proprio bravissima con l’inglese, ho provato a studiacchiare un po’ questo sistema alternativo per panificare, che va tanto di moda ormai da un paio d’anni (piano piano -molto piano- ci sono arrivata pure io…). 
Praticamente si basa sul principio che, più si lavora un impasto e più la maglia glutinica si sviluppa, rendendolo elastico e duro dopo la cottura (generalmente quando si lavora una massa, la si fa ‘puntare’, ossia riposare per un determinato tempo in modo che il glutine si rilassi e sia più lavorabile), quindi l’idea è lavorarlo il meno possibile, giusto per far amalgamare gli ingredienti, lasciarlo riposare una notte in frigorifero, il giorno dopo farlo rapprendere, cucinarlo…et voilà, pane pronto in un attimo. Al giorno d’oggi è proprio una manna dal cielo, con la vita frenetica che caratterizza tutti noi, quindi prendetevi 10 minuti una sera, e un paio d’ore il giorno dopo (e durante la lievitazione se volete potete lucidare i pavimenti!) e se volete guardate questo video.

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Torta di Rose

Dolci, Lievitati | 11 ottobre 2013 | By

Oggi vi propongo una ricetta a cui ho apportato solo la modifica del ripieno, il resto arriva da questo meraviglioso gruppo che ho scoperto su facebook da qualche tempo.
Se vi piacciono i lievitati, la cucina metodica che dà grandi soddisfazioni, le preparazioni lunghe che hanno un gusto unico- dai croissant alla pizza – eccovi un mondo meraviglioso, nato dall’unione di due mastri di cui spero, prima o poi, frequenterò il corso: Adriano & Paoletta.
Non spaventatevi, basta farci la pratica, avere pazienza e seguire bene le istruzioni, capendo il perchè dei vari passaggi.
Ecco allora questa morbida dolcezza, e non preoccupatevi delle dimensioni abbondanti, sparisce in un attimo!


Torta di Rose 

Ingredienti

IMPASTO

175 gr di farina manitoba del supermercato e 175 00 debole (se si usano manitoba non
molto forti, tipo Spadoni o Chiavazza, vanno utilizzate al 75% sul totale
farina, il resto 00)
-3 tuorli di uova medie
-40 gr di zucchero
-5 gr di sale 
-7 gr di lievito di birra
-130/150 gr di latte (a seconda dell’assorbimento della farina)
-25 gr di olio (3 cucchiai NON colmi)
-1/2 baccello di vaniglia
FARCIA
-100 gr cioccolato bianco
-100 gr ricotta fresca

Procedimento con impastatrice planetaria
Iniziare sciogliendo il lievito in 100 grammi di latte tiepido (tolti
dal totale) e aggiungendo 100 gr di farina (anche questa tolta dal
totale) e coprire con pellicola.
Portare a maturazione
tenendo presente che il tempo occorrente varia a seconda della
temperatura ambiente (consigliata attorno ai 20 gradi) e l’impasto sarà pronto appena fa le
prime fossette.

Appena pronto aggiungere 30 g del rimanente
latte (gli ultimi 20 g vanno usati all’occorrenza secondo l’assorbimento
della farina che si sta utilizzando), farina q.b. perchè l’impasto si
aggrappi alla foglia, ma non sia troppo consistente.
Dopodichè
in sequenza aggiungere: 1 tuorlo, metà dello zucchero e 2 cucchiai di farina per evitare che la massa si smolli.
Aspettare che si aggrappi alla foglia.

Quindi
ancora tuorlo, metà dello zucchero, 2 cucchiai di farina; poi
tuorlo, sale, farina tutta quella rimasta tranne 2 cucchiai, incordare.
Ribaltare l’impasto a ogni inserimento.

Se l’impasto risulta troppo consistente aggiungere 10-20 gr di latte.

Ad
incordatura avvenuta aggiungere l’olio a filo pianissimo in 3 volte
seguito da 1/3 della farina rimasta (aggiungere la farina solo dopo che
l’olio è stato bene assorbito).

Ribaltare l’impasto a
ogni inserimento. Incordare. Aggiungere la vaniglia prelevandola dal baccello.
Raccogliere l’impasto a palla e lasciare lievitare fin quasi al
raddoppio, coperto da pellicola.

A questo punto
stendere l’impasto a quadrato sulla spianatoia leggermente infarinata,
ed eseguire una sola piega a 3. Cioè pieghiamo un lembo di 1/3 e
chiudiamo con l’altro subito sopra. Mettere la chiusura sotto, coprire.

Nel frattempo sciogliere a bagnomaria il cioccolato, mescolando continuamente. Lasciarlo intiepidire e unirvi la ricotta, mescolando molto bene, anche con una frusta se fa tanti grumi.

Dopo 20′ circa, stendere un rettangolo con un mattarello.

Farcire
con la farcia, arrotolare dal lato lungo, dando un poco di
tensione, tagliare le rose alte circa 4 cm e sistemarle in teglia le une
vicine alle altre (lasciando un poco di spazio tra una e l’altra).
Coprire con pellicola e lasciare raddoppiare.
Spennellare con uno degli albumi rimasti miscelato con 2 cucchiai di
latte ed infornare a 170°.

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