Canederli all’ampezzana in brodo di carne

 
Questo è il primo post dell’anno e non potevo cominciare in modo migliore.
E’ passato un mese da quel fatidico 1° dicembre, eppure le emozioni mentre scrivo questa introduzione si accavallano ancora una con l’altra.
Credo sia stata una delle prime volte in cui alle 21 precise non ero sintonizzata sul sito dell’MTChallenge per scoprire la vincitrice della sfida #43.
Già nel pomeriggio ero incredula della nomination per i premi fotografici…
 
Insomma, erano le 21 e qualche minuto quando mi arriva un messaggio da Nicol, in cui mi chiedeva se avessi visto chi aveva vinto l’MTC.
Stavo cenando, finisco l’ultimo boccone e guardo il sito dal telefono.
Mi appaiono tutti gli ultimi post, tra cui quello dell’annunciazione (un po’ divina…).
Leggo il titolo, vedo l’immagine…è la foto dei miei muffin!
Nemmeno apro il post e comincio a saltare per casa (con mio marito che mi guarda esterrefatto ed io che continuo a ripetere, sottovoce, come i matti: ‘Ho vinto…ho vinto’).
Poi un susseguirsi – non per forza in ordine e spesso anche due o tre volte- di gridolini, lacrime e tremarella. Più o meno per 20 minuti (e mio marito nel mentre è fuggito…).
 
Non è facile da spiegare.
Ripeto continuamente che si, non ho vinto nessun oscar, però in quel momento mi pareva di viaggiare a chilometri di distanza da tutto, incredula ed estremamente felice. Ringrazio tutti per la fiducia, per le belle parole, Francesca per avermi ceduto lo scettro e Alessandra per il supporto e la collaborazione, soprattutto in un periodo così frastornato per lei.
 
Ma ora veniamo a noi, a quel che interessa davvero a voi, ossia la ricetta di questo mese che come avrete capito da titolo e foto sono i canederli.
 
E’ difficile dare una localizzazione precisa a questo piatto, e quindi di conseguenza determinarne la ricetta originale.
Quelli che vi propongo io sono un piatto delle mie zone, più precisamente della conca ampezzana di Cortina, incastonata nelle Dolomiti, a due passi dal Cadore.
Originari della bassa Germania, sono diffusi in moltissimi paesi dell’est, in Austria e nelle regioni del nord Italia toccate dal dominio austro-ungarico (Cortina è rimasta sotto la bandiera asburgica dal 1511 al 1918).
Assumono così i più svariati nomi: Knödel, Gnochi de pan, Knedlìcky…qui  si chiamano chenedi.
 
Sono un piatto tipico derivante dalla cucina povera, contadina, realizzati con gli avanzi di pane e con quel che c’era in casa: erbette raccolte nei prati, avanzi di formaggi, i fondi dei salumi, per poi assumere varianti infinite: Leberknödel (di fegato), alle rape rosse, alla zucca e anche in versione dolce, ossia con le albicocche o le prugne.
A differenza degli Knödel, i nostri hanno una preparazione ‘leggera’ che non prevede rosolature nel burro o lavorazioni precedenti (a parte eventuale bollitura di elementi vegetali da inserire).
Non esiste una ricetta precisa, perché come tutti i piatti della tradizione povera venivano fatti ‘a occhio’ ed è importantissimo saggiarne la consistenza, e fare una prova di cottura, perché sono tanti i fattori che influenzano la buona riuscita della ricetta, ma uno solo è il principio fondamentale: l’equilibrio.
 
Le ‘questioni’ importanti:
 

-IL PANE: dev’essere completamente raffermo, duro ed a mollica compatta, con crosta sottile e non troppo croccante, quasi un pane in cassetta. Il concetto è un pane ‘di avanzo’ quindi normalmente si preferisce usarne uno dal sapore neutro, ma nulla vi vieta di usarne di segale, integrale (ma mi raccomando, tenete conto della consistenza, dell’alveolatura e dell’umidità residua, sempre per la questione dell’equilibrio, in quanto lo ammollerete nel latte+uova) ed ovviamente se siete celiaci quello glutenfree; potete anche realizzarlo in casa, ma non sarà un elemento di valutazione;

-I LIQUIDI: la mia ricetta, quella originale, prevede latte e uova, l’uno per ammollare e le altre per legare l’impasto. Ho parlato più volte di equilibrio, in quanto se volete per esempio realizzarli alle erbette o spinaci o rape, etc. (ovviamente preventivamente sbollentati, asciugati in padella, fatti raffreddare e poi tritati) avrete un liquido residuo che dovrete riequilibrare riducendo il latte, o unendo qualche cucchiaio di pane grattugiato.
Vi sconsiglio di mantenere il bilanciamento aggiungendo farina: avrete una massa dura e gommosa anche dopo svariati minuti di cottura.
Come liquidi vi consiglio di mantenere le uova, per il latte invece se intolleranti o altro potete variare con quelli alternativi. Eviterei di compensare completamente con acqua, ne perderebbe in sapore anche grazie ai grassi ‘traghettatori’ di aromi;
 
-SAPORE PRINCIPALE: qui vi potete sbizzarrire. I miei sono ai formaggi (anche qui, equilibrati: ho usato formaggi a pasta semidura, una parte di parmigiano grattugiato finemente e solo un pezzettino di formaggio molto stagionato a pasta dura, per dare sapore senza intaccare la consistenza dei canederli, che hanno bisogno di elementi con consistenza il più omogenea possibile per rimanere compatti), ma non pongo limiti alla fantasia (sempre nell’ambito del salato).
Certamente vi chiedo di non esagerare con le variazioni su una stessa ricetta perché non avrebbe senso. C’è bisogno di un gusto dominante ed essendo il 40% della composizione totale non credo che, per esempio, dei canederli alla ratatouille siano una buona scelta, perché avreste si e no un cubetto per tipo di verdura in ogni pallina che si perderebbero nell’insieme.
Come già detto sopra, attenzione agli ingredienti troppo liquidi, o troppo secchi;
 
LE SPEZIE: ampia libertà. Non trattenetevi, pensate ‘col naso’ (ricordate la mia ricetta dei muffin??) e condite a piacere i vostri canederli;
 
LA COTTURA: rigorosamente in brodo. Quel che più vi aggrada. Il mio è quello di casa: non sto a farvi trattati su Bressanini, Liebig o Allan Bay e sull’acqua fredda o calda. Fatelo buono, come piace a voi e negli archivi MTC avete moltissimi appigli.
Il canederlo sui 4 cm cuoce in 5 minuti.
Non stressate il brodo – ed il canederlo stesso- facendolo bollire all’impazzata. Cottura adagio, con la superficie che sobbolle, così il brodo ne guadagna e non rischiate di intaccare la struttura della pallina.
Fate una foto dell’interno dopo la cottura: devono essere compatti, che si spezzano, non spugnosi e senza vuoti;
 
SERVIZIO: potete scegliere di servire i vostri canederli con il brodo, oppure asciutti, con un condimento. Per esempio quelli ai formaggi qui nella vallata vengono anche serviti con una spolverata di ricotta affumicata e burro nocciola.
 
Credo di essermi dilungata a sufficienza.
Per ogni altro chiarimento ci vediamo nel Filo Diretto e buona sfida a tutti!!

CANEDERLI ALL’AMPEZZANA IN BRODO DI CARNE

TEMPI
preparazione: 10+15 min
riposo: 20 min
cottura: 2,5 ore + 5+5 min

Ingredienti (per 4 persone, circa 16 pz)

BRODO

-400 g muscolo di manzo;
-1 osso di manzo;
-1/4 di gallina;
-1 costa di sedano;
-2 carote;
-1 cipolla;
-3 chiodi garofano;
-1 foglia alloro;
-2 cucchiai rasi sale grosso;
-4 grani pepe nero;
-2 lt acqua fredda;

CANEDERLI AI FORMAGGI

-300 g pane raffermo, a dadini –1cm max-;
-200 ml latte intero;
-2 uova;
-40 g parmigiano grattugiato;
-200 g formaggi misti (io Fontal, Montasio e Piave Stravecchio, poco);
-1 cucchiaio erba cipollina tritata;
-1 cucchiaio prezzemolo tritato;
-1 cucchiaino raso sale fino;
-1 pizzico pepe nero macinato;
-1 pizzico noce moscata;
-1 cucchiaio colmo farina debole.

Preparazione:

Preparate il brodo.

Mettete in una pentola capiente dai bordi alti i pezzi di carne, il sedano e le carote lavati e tagliati a pezzettoni, la cipolla spellata in cui infilerete i chiodi di garofano, le spezie e poi versate l’acqua.
Mettete sul fuoco a fiamma media e portate a bollore. Con una schiumarola eliminate pian piano la schiumatura che si forma in superficie.
Abbassate la fiamma al minimo e fate cucinare semicoperto per circa 2 ore.
Togliete dal fuoco, prelevate delicatamente la carne, quindi passate attraverso un colino a maglie strette.
Coprite e tenete da parte.
A casa mia non si è mai sgrassato il brodo, soprattutto per i canederli: in bocca il tutto si armonizza ed esalta.

 

Preparate i canederli.

Prendete un terrina capiente e versatevi il pane raffermo.
In una ciotola unite le uova ed il latte a temperatura ambiente e sbattete leggermente per rendere il liquido omogeneo; versatelo sul pane, mescolate bene e lasciate riposare, mescolando ogni tanto, per almeno 20 minuti.
Intanto pulite i formaggi e tagliateli a pezzetti molto piccoli, nell’ordine dei 3-4 mm (più grandi sono, più renderanno disomogeneo l’impasto).
Prendete la ciotola col pane ammorbidito, saggiatene la consistenza con le mani.
Dev’essere morbido, umido, ma non inzuppato, e compattandolo non dev’essere troppo appiccicoso. E’ un passaggio fondamentale, non fatevi ingannare dall’apparenza asciutta versando altri liquidi, pena la disfatta in cottura.
Aggiungete il parmigiano, l’erba cipollina, il prezzemolo, il sale, il pepe e la noce moscata, quindi i formaggi. Mescolate velocemente, quindi unite la farina.
Impastate a fondo con le mani, compattando e distribuendo in maniera omogenea gli ingredienti, pressando bene.
Il composto sarà leggermente colloso, rimangono dei piccoli residui sulle mani, ma pochissimi.


Scaldate il brodo.
Inumiditevi leggermente le mani e formate una sfera, prima roteando e poi pressando a fondo con le mani, che abbia un diametro di 4 cm.
Fate subito la prova di cottura, con il brodo che sobbolle, per 5 minuti. Il canederlo deve rimanere compatto, non sfaldarsi. Certo, magari perde un pezzettino di pane, ma non deve perdere la sua forma, altrimenti avete esagerato con i liquidi e la struttura non regge.Se ciò dovesse capitare unite un cucchiaio di pane grattugiato e rifate il test.
Io preferisco non aggiungere farina, o proprio poca, ed asciugare con il pan grattato.Se supera il test di cottura, prelevatelo dal brodo, assaggiate la consistenza finale, eventualmente aggiustate gli aromi e procedete con la preparazione delle altre palline.
Cuoceteli in due tornate, non ammassateli nella pentola e lasciateli venire a galla senza stressare troppo la temperatura del brodo.
Servite dopo i 5 minuti di cottura in un piatto fondo, 4 a testa, con brodo che li copra per circa la metà.

 
 
 
 

 

Comments

  1. Leave a Reply

    Annarita Rossi
    5 gennaio 2015

    Giuro che un po ci speravo….. Felice io. Bella ricetta, belle foto è bella tovaglietta maison du monde giusto? Brava brava….

    • Leave a Reply

      onecakeinamillion
      5 gennaio 2015

      Sono contenta, ci vuole un piatto 'sperato' per una buona riuscita! Grazie!
      Sisi, canovaccio maison du monde!

  2. Leave a Reply

    Loredana
    5 gennaio 2015

    Bella ricetta, spiegata alla perfezione che invoglia all' assaggio immediato.

  3. Leave a Reply

    Giorgia
    5 gennaio 2015

    Ricetta bellissima, grazie! Io comunque poco fa ho iniziato ad urlare al fidanzato che si gode gli ultimi due giorni di vacanza poltrendo nel letto che questo mese devo preparargli i canederli! E non ho nemmeno vinto qualcosa 🙂 Entusiasmo MTC!

  4. Leave a Reply

    Anna Maria Pellegrino
    5 gennaio 2015

    Celo, anche il pane più vecchio di me. Manca solo il personaggio che li cucinerà…ma lo vedo profilarsi all'orizzonte 😉 Grazie davvero!

  5. Leave a Reply

    Gianni Senaldi
    5 gennaio 2015

    Grande sfida. Ho giusto un paio di idee che vedrò di sviluppare.
    Una domanda: vuoi battere il record di ricette pervenute? Penso che sei sulla buona strada.

  6. Leave a Reply

    cristina b.
    5 gennaio 2015

    i canederli più buoni della mia vita li ho mangiati (purtroppo taaaanto tempo fa) in un ristorante favoloso appena fuori Cortina… li ricordo ancora adesso con l'acquolina in bocca!!!! mi sa che una "comparsata" all'mtc questo mese non me la toglie nessuno… :)))
    grazie e ancora complimenti!

  7. Leave a Reply

    Chiara Setti
    5 gennaio 2015

    Da trentina non posso che essere super felice!! A casa mia si preparavano quasi ogni domenica…..chissà se seguirò la ricetta tradizionale o se mi butterò su qualcosa di innovativo….
    Un bacino intanto!

  8. Leave a Reply

    Francesca Frankie
    5 gennaio 2015

    Complimenti ancora per aver vinto la sfida sui muffin e grazie per permetterci di sperimentare questa ricetta meravigliosa!
    Mi piace moltissimo!!
    un abbraccio

  9. Leave a Reply

    La Gaia Celiaca
    5 gennaio 2015

    se c'era un piatto che mi ricorda la mia nonna (trentina doc) -insieme allo strudel, la polenta, il tonco del pontesel… – sono i canederli. li ho sempre adorati.

    e mai rifatti senza glutine. perché ho sempre temuto il pane.
    toccherà sperimentare anche questa. non vincerò perché sarà la ricetta di mia nonna, molto semplice, banale, ma non posso che fare quella.
    grazie per questa proposta che per me ha un fortissimo color nostalgia.

  10. Leave a Reply

    Nicol - Col kitchen and photos
    5 gennaio 2015

    Ho riletto tutto tutto per non perdermi nemmeno un punto.
    E lo ribadisco: non potrei essere più felice per una ricetta! 😀
    Proprio ora che sono tornata dal Trentino poi… 😉
    Bacetti

  11. Leave a Reply

    Francy BurroeZucchero
    5 gennaio 2015

    Grandissima Monica!! grazie infinite per questa ricetta, adoro i canederli e tutta la cucina dell'alta montagna!! sarà una sfida magnifica!! un bacione!!

  12. Leave a Reply

    cookingwithmarica
    5 gennaio 2015

    Che buoni i canederli! Li ho mangiati per tanti anni in Aistria e ho un libro monotematico! Partecipo con gran entusiasmo!

  13. Leave a Reply

    Manu
    5 gennaio 2015

    Splendida scelta e splendida sfida
    il procedimento dei tuoi canederli è èroprio come quello che usiamo noi trentini, bellissimo post hai fatto bene a puntualizzare di non aggiungere farina

    adesso non resta che scegliere la proposta quella a cui pensavo non va cotta in brodo, ma nessun problema ce ne sono altre
    grazie a presto
    Manu

  14. Leave a Reply

    Elisa Di Rienzo
    5 gennaio 2015

    Sai che ho passato qualche giorno proprio nella tua bella cortina… Gustando le vostre prelibatezze, a casa, in compagnia di cari amici, con un buon bicchiere di vino.
    Proprio ieri sera canederli ai formaggino!
    Non sai quanto sono felice di aver una spintarella dell'mtc per rifarli presto a casa e rivivere l'atmosfera di questo giorni!
    A presto!!
    Elisa

  15. Leave a Reply

    Cucina Teorica
    5 gennaio 2015

    Altro che croccante!! Questa è un'ottima scusa per fare i canederli che solitamente mangio quando vado a sciare!!
    Ciao Isabel

  16. Leave a Reply

    edvige
    5 gennaio 2015

    Li conosco molto bene li mangio da sempre sul tipo austriaco e tedesco (di famiglia) ma ho gustato anche quelli della tua zona. In Austria vengono il pane a quadretti pronto per fare i gnocchi basta bagnare aggiungere uovo e quello che voi e si fanno i Knödel (tondi) oppure i Serviettenknödel. Quest'ultimi viene data la forma di un salsiciotto con la pellicola come una caramella e poi carta argentata e bollito. Lasciato raffreddare viene poi affetato e servito con salse di formaggio o quello che si vuole. Il pane raffermo lo tagliano a quadretti e lo passano prima in padella con un pò d'olio o in forno per diventare croccante e poi si opera come usuale. Buonissimo in brodo di carne preso nota grazie e buona giornata.

  17. Leave a Reply

    Patty
    5 gennaio 2015

    Mai fatti, ma sempre apprezzati quando ho avuto l'occasione di mangiarli, l'ultima volta proprio in montagna. Ed ho sempre avuto il desiderio di prepararli quindi non posso che essere molto eccitata all'idea, che mi sembra complessa al punto giusto. Grazie Monica. Un abbraccio. Pat

  18. Leave a Reply

    onecakeinamillion
    5 gennaio 2015

    Grazie a tutti per l'entusiasmo, non vedo l'ora di leggervi e vedere che meraviglie riuscirete a creare! Tremo all'idea del numero illimitato di proposte, ma so che vi dedicherete con cuore e gusto ad ognuna di esse!
    Buon MTC a tutti e fatemi sognare !!!

  19. Leave a Reply

    La Cucina Spontanea
    5 gennaio 2015

    Non li ho mai fatti ma ho avuto modo di assaggiare varie versioni. Era già da un po' che meditavo di provare a farli e questa mi sembra una grande occasione. Grazie, grazie!Sfida davvero bello e che lascia spazio anche alla fantasia.un abbraccio, Chiara

  20. Leave a Reply

    mari ►☼◄ lasagnapazza
    5 gennaio 2015

    Li faccio spesso (e come poteva essere altrimenti?) e ne abbiamo una versione anche qui a Trieste. Mi piacciono da impazzire e credo che si prestino magnificamente a variazioni di ogni genere. Bellissima proposta e perfetta la tua spiegazione e le tue dritte. Mi sa che ci divertiremo 🙂

  21. Leave a Reply

    Tiziana M
    5 gennaio 2015

    non posso che dire.. EVVAI!!!!! da quanto tempo voglio farli.. ecco finalmente la buona occasione, le tue indicazioni sono preziose, grazie!!!

  22. Leave a Reply

    Cristiana Beufalamode
    5 gennaio 2015

    Ho un sacco di cose da dirti! Per prima cosa non avrei mai pensato fossi sposata: credevo fossi una super giovincella! Hai scritto un post perfetto, chiaro…spero non ti arrivino tante domande: più esplicita di così non potevi essere. Sono molto contenta della ricetta scelta: è uno dei miei piatti preferiti, solo che l'ho sempre immaginato infattibile…di quei piatti che sono buoni solo nel luogo di origine…insomma se scopro di poterli fare in casa è la fine!! Spero di non deluderti! Cri

  23. Leave a Reply

    Chiara Inversi
    5 gennaio 2015

    Cara Monica, spero di essere all'altezza!
    Io tuoi sembrano da ristorante stellato, io chissà cosa combinerò, ma non vedo l'ora di cimentarmi: ho già dato ordine di non buttare assolutamente nessun tipo di pane in casa!

    :*

  24. Leave a Reply

    Giulietta | Alterkitchen
    5 gennaio 2015

    Mai fatti, forse persino mai assaggiati, quindi sono assolutamente entusiasta della proposta, e del fatto che finalmente li proverò!! 🙂

  25. Leave a Reply

    Afrodita's Kitchen
    5 gennaio 2015

    Ci speravo fin dai primi di dicembre e sono stata accontentata!!!! Bellissima ricetta e per di più spiegata nel minimo dettaglio!!! Spero di partorire qualcosa di buono…;-)

  26. Leave a Reply

    Ale
    5 gennaio 2015

    E ora non mi resta che stupirti…e spero di riuscirci! Un bacione e complimenti per questa lezione di canederli

  27. Leave a Reply

    La Pasta Risottata
    5 gennaio 2015

    Li ho provati diverse volte proprio nelle tue zone (un milione di anni fa…),ma non li ho mai fatti. Mah…mi sa che questo mese faró un gran pasticcio…non mi sento per nulla all'altezza. Le tue spiegazioni sono precisissime. Vedremo..
    Vera

  28. Leave a Reply

    ๓คקเ
    6 gennaio 2015

    Confesso di essere un pochino spaventata: non ho mai mangiato i canederli, li ho sempre e solo sentiti nominare, quindi partirò dalla tua ricetta per capire come si preparano, prima di poter anche solo pensare a qualche variazione da proporre.
    Una grandissima sfida quindi, per me, e un'occasione d'oro per imparare un nuovo piatto di tradizione, alla scuola di una maestra come te. 🙂
    Grazie!!!!!

  29. Leave a Reply

    giocasorridimangia
    6 gennaio 2015

    Mi piace molto questo post: è pulito, chiaro e infonde calma e serenità! Certo una prova non facile per una salentina per di più gluten free…ma abbiamo in casa una ricetta friulana, una storia lunga! vedremo….e auguri e complimenti per la tua meritatissima vittoria!

  30. Leave a Reply

    Patty Patty
    6 gennaio 2015

    I canederli li ho mangiato una vita fa a Canazei…. ma non li ho mai fatti… Chissà che combinerò! Un bascione cara!!!

  31. Leave a Reply

    flaminia
    6 gennaio 2015

    grazie Monica per il post e per la ricetta. dei canederli ho ricordi lontani di settimane bianche. un vero confort food nel freddo delle piste …. mai fatti spero. di essere all'altezza !

  32. Leave a Reply

    onecakeinamillion
    7 gennaio 2015

    Eccomi.
    Scusate, non riesco a rispondere a tutti, sono giorni caotici, ma per quello che riesco ci sono!
    Grazie per le vostre parole e per l'energia, credo che sia l'elemento cardine e trainante di una sfida.
    Seguendovi, conoscendovi ormai da un anno so che mi farete vedere grandi cose e non vedo l'ora.
    Insacchettate il pane, armatevi di passione e mostratemi una versione geniale di questo piatto ❤

  33. Leave a Reply

    TataNora Dellavedova
    7 gennaio 2015

    I canederli!!! Ne ho fatte ben tre versioni durante queste feste (che di pane ne faccio tanto ma ne avanza sempre!) Li avrei anche fotografati (male e con cellulare) ma non avendo fotografato l'interno…. mi toccherà rifarli! (per la gioia del Martirio e del figliolo.)
    Bella pensata! A presto
    Nora

  34. Leave a Reply

    Giulia
    7 gennaio 2015

    Splendido! I canederli li ho mangiati per la prima volta anni fa a Cortina e ne ho un ricordo bellissimo. In seguito ho provato a prepararli a casa ma è da un bel po' che non li faccio, perciò ti ringrazio per l'occasione che mi regali di cimentarmi nuovamente, con una ricetta dettagliatissima e ricca di particolari.
    Un abbraccio

  35. Leave a Reply

    Giulia
    7 gennaio 2015

    Mai mangiati, e mai cucinati, ma questa ricetta porta con sé quel certo nonsoche che li rende attuali e intriganti pur essendo una ricetta di tradizione, pur nascendo come ricetta di riciclo sono perfetti per questo periodo dell'anno e oso dire anche per la situazione socio-economica che ci vuole tutti meno inclini agli eccessi e molto attenti alle nostre abitudini di consumatori…insomma #mipiace #propriosì

  36. Leave a Reply

    Sandra Vallifuoco
    8 gennaio 2015

    I canederli: sempre mangiati ma mai fatti! Sono felicissima di avere finalmente questo stimolo a farli. ..grazie!

  37. Leave a Reply

    Natalia
    9 gennaio 2015

    Finalmente riesco a passare. Complimenti per la vittoria e bellissima proposta. Grazie per i preziosi consigli, c'è tanto da imparare in questo post.
    A presto.

  38. Leave a Reply

    Tamtam
    10 gennaio 2015

    Mi piacciono molto i canederli, dopo averli mangiati a Cortina li ho diverse volte e sono venuti sempre bene, non si sono mai spatasciati, magari questa volta si disintegrano nel brodo, speriamo di tirare fuori una ricetta discreta, sto pensando, i tuoi sono bellissimi, complimenti per la scelta…a presto

  39. Leave a Reply

    Antonietta
    25 gennaio 2015

    Ciao Monica sono qui oltre che per segnalarti la mia proposta perché ci tenevo a dirti che solo ora mi sono resa conto di non essere passata qui da te per farti i miei complimenti per la vincita ed esprimerti la mia gioia. Tu oltre ad essere una persona attenta e presente, ho da sempre notato che sei mossa da una grande passione per la cucina e questa vittoria l'hai meritata pienamente ricevendo il testimone da un'amica brava quanto te.
    Ti auguro di continuare a vivere intensamente tutte le emozioni e le belle esperienze che scaturiranno da ora in poi.
    Ti abbraccio forte
    http://latrappolagolosa.blogspot.it/2015/01/canederli-di-pane-di-grano-saraceno-su.html

  40. Leave a Reply

    valentine
    27 gennaio 2015

    Monica, grazie! Non avevo mai mangiato i canederli e li ho fatti due volte in due giorni 🙂
    Per la prima versione ho seguito alla lettera la tua ricetta, per la seconda ho unito i sapori della mia terra, in entrambi i casi mi sono piaciuti tantissimo: grazie grazie grazie!

  1. Happy birthday Ale e crostata di mele ricca con streusel | one cake in a million - […] in quanto sono temporaneamente terzo giudice dell’MTChallenge con la mia ricetta dei Canederli all’ampezzana. Avrei voluto postare una…

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