Casunziei all’ampezzana

 

Vivere sul confine non è sempre cosa facile.
Certo abito su un confine ‘tranquillo’ tra regioni, ma qui il distacco, anche solo quando si passa con l’auto dall’altra parte, è forte.
Cambiano di molto i paesaggi in pochi chilometri, qui fatti di montagne a 360°, abeti -tanti, troppi- e una forte densità edilizia tradizionale, di là vaste praterie che salgono fino ai panettoni bianchi e qualche cima costoluta che spunta tra pini e lingue innevate; cambia la gente.
Non sono qui a parlare di questioni territoriali in quanto tali, di referendum e del sentirsi ‘italiani’ o ‘austriaci’, ma di una distinzione papabile ed evidente già al primo sguardo, alla prima parola.

Quando si va di là, c’è sempre un senso di inadeguatezza che ti coglie, attraverso le occhiate perplesse di chi ti si rivolge in tedesco/dialetto e tu cerchi di rispondere in italiano.
Sono solo sensazioni, attimi, che poi pian piano passano quando si trovano le persone più aperte e cordiali, quando si trovano veri professionisti con la voglia di fare e tanta gente che si tira su le maniche, perché le solite frasi da caproni “Loro prendono più contributi di noi” non valgono un fico secco, perché anche se fosse, questi soldi bisogna essere in grado di farli fruttare guardando avanti.
In particolar modo mi sento fuori luogo io, sia qui che li, da Cadorina che per amore si è spostata in Ampezzo (lotte e diatribe tra Cadore e Ampezzo, una volta anch’esso sotto il dominio austriaco non sono ancora del tutto seppellite, con frasi sibilline e anedotti poco carini che escono fin troppo spesso) e che va volentieri in Pusteria o in Badia, amando tutta la tradizione culinaria che gli appartiene. Insomma un confine nel confine.

Una premessa particolare per un piatto della tradizione che adoro in particolar modo, ossia i casunziei.
I casunziei sono un piatto tipico del Cadore, ma anche della Conca ampezzana e del Trentino.
Ecco il perché di questo prologo che pareva fuori luogo.
Ci si contende la paternità di questa, come di molti altri piatti, da tempo immemore, quindi li chiamo all’ampezzana perché è così che vengono definiti, ma non è cosa certa 😉
Sono dei ravioli di pasta a forma di mezzaluna, il cui ripieno è tipicamente di rape rosse e patate, ma anche con erbette, o comunque sempre vegetale.
Vengono conditi con abbondante burro fuso, semi di papavero e ricotta affumicata grattugiata, ma se preferite potete alleggerirli con del parmigiano.

Casunziei all’ampezzana di rape rosse

Ingredienti (circa 4 porzioni);

PASTA
-250 gr farina 00;
-2 uova;
-2 cucchiai d’olio;
-2-3 cucchiai d’acqua tiepida;
-sale;

RIPIENO
-2 patate a pasta gialla;
-2 rape (o barbabietole) rosse;
-1/2 cipolla;
-40 gr burro;
-noce moscata;
-sale;

CONDIMENTO
-80 gr burro;
-2 foglie salvia;
-1 fetta ricotta affumicata (o parmigiano);
-semi di papavero.

Preparate la pasta.
Su di una spianatoia fate la fontana con la farina e mettetevi al centro le uova e l’olio.
cominciate ad impastare, spolverate con sale e aggiungete un cucchiaio d’acqua, quindi, sempre impastando, valutate se serva altra acqua (le farine assorbono tutte in maniera differente).
Rendete la massa liscia ed omogenea, quindi coprite a cupola con una ciotola e tenere in una stanza fresca.

Preparate il ripieno.
Lessate le patate e le rape, quindi sbucciatele e tagliatele a pezzettoni.
Tagliate a fette la cipolla, fate sciogliere in padella il burro e unitevi la cipolla.
Portatela a leggera doratura, poi unite patate e rape, salate leggermente, spolverate con la noce moscata e fate insaporire 2/3 minuti. Spegnete e passate il tutto con il frullatore ad immersione, ottenendo una purea liscia. Lasciate raffreddare.

Stendete la pasta sottile (io con la sfogliatrice passo fino allo spessore più piccolo) e ritagliate con un coppapasta tondo di diametro 6-7 cm dei cerchi. Riempiteli al centro con un cucchiaino di ripieno, inumiditene i bordi e chiudeteli a metà, premendo bene per fare uscire l’aria e sigillare i bordi.
Fate così per tutti i casunziei.

Portate ad ebollizione una pentola d’acqua capiente, salate e riducete la fiamma al minimo (se l’acqua bolle rischiate che si rompano, quindi deve sobbollire leggermente), quindi versate circa metà dei casunziei.
Quando arrivano a galla aspettate ancora 3-4 minuti, quindi con una schiumarola scolateli e metteteli già nei piatti.
Scaldate il burro a cui unirete la salvia e intanto grattugiate con i fori più larghi della grattugia la ricotta affumicata (io non l’avevo e ho ripiegato su dell’ottimo parmigiano).
Versate il burro bollente sulle mezzelune, spolverate con i semi di papavero ed ultimate con la ricotta!

 

Comments

  1. Leave a Reply

    onecakeinamillion
    27 giugno 2014

    Sono davvero particolari, ma meritano!
    Io li mangerei tutti i giorni se potessi, non mi hanno ancora stufata dopo tutti questi anni 😉

  2. Leave a Reply

    monica
    29 giugno 2014

    Sembrano davvero molto buoni.
    Un sapore che immagino originale con le dolci rape.
    A presto.

  3. Leave a Reply

    edvige
    3 luglio 2014

    Ciao mi sono aggiunta appartengo alle bloggalline sono quella vintage…molto vintage, Conosco i casunzei questi alle rape no grazie della ricetta. Conosco Rosetta che viva ad Ampezzo ci vivi anche tu od ho capito male…. Buona fine settimana. ciaoooo

    • Leave a Reply

      onecakeinamillion
      4 luglio 2014

      Ciao, se conosci i casunziei forse hai mangiato quelli alle erbette, o verdi.
      Io vivo a Cortina d'Ampezzo, non Ampezzo in Friuli 😉
      Grazie della visita!

    • Leave a Reply

      edvige
      4 luglio 2014

      Si quelli con le erbette mooooolto buoni. Scusami chissà perchè pernsavo ad Ampezzo. Conosco mooolto bene Cortina sarà oltre 30 anni che ci andavo quasi ogni estate ma non dormivo li troppo cara per me. Ora ho amici che hanno una casa ma non riesco ad andarci per altri problemi, ma un nostro comune amico ci andrà in agosto. Mi è sempre paciuta Corina d'Ampezzo la sua valle è splendida. Ciaoooo buona fine settimana.

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